L’amore per il mare, i suoi abitanti e la loro salvaguardia è sempre stato un chiodo fisso nella mia mente.

Entrando nell’associazione Delfini Del Ponente e svolgendo avvistamenti assieme a persone esperte e amici, mi ha fatto innamorare ancora di più a queste tematiche e soprattutto alla ricerca e alla vita da ricercatore.

Proprio con l’eccezionale avvistamento della balenottera comune più famosa del momento, Codamozza, lo è stato ancora di più.

Già alle prime luci dell’alba, durante il briefing iniziale si percepiva qualcosa di eccezionale e che sarebbe stata una giornata speciale; il pronostico non si è fatto attendere.

Fluker whale tailess Dopo aver avvistato, monitorato e foto-identificato nei pressi dell’Isola Gallinara un gruppo di circa 12 delfini tursiopi, ecco che arriva la comunicazione che tanto attendavamo (nel bene e nel male): “Codamozza è nei pressi di Alassio e si sta dirigendo verso Ponente!”. Dopo qualche telefonata e maggior informazione ricevuta, ecco che lasciamo il gruppo di tursiopi e ci dirigiamo nel sito dove è avvenuta la segnalazione.

Subito ci accorgiamo delle difficili condizioni fisiche in cui l’animale si trova: molto magro a causa dell’handicap dovuto alla mancanza della pinna caudale così da non permetterle una normale immersione a elevate profondità e quindi cibarsi di krill, molto stressato dovuto all’eccessivo traffico marittimo e soprattutto a causa dei più “curiosi” che si avvicinano oltre il limite di sicurezza all’animale.

Dopo qualche tentennamento su come approcciare l’animale, decidiamo di osservarlo e monitorarlo con l’uso di binocoli prendendo i tempi di immersione ed emersione, senza causargli eccessivo stress tenendoci ad una giusta distanza per un animale in difficoltà.

Assieme a noi del team Delfini Del Ponente era presente la Guardia Costiera, svolgendo un lavoro straordinario e al tempo stesso minuzioso facendo attenzione che nessuna barca da diporto o da pesca potesse intralciare o spaventare Codamozza.

La parte più critica, da quando abbiamo iniziato a monitorare l’animale, è stata sicuramente la prima ora e mezza, quando all’altezza di Capo Mele si trovava ad una profondità di 5 metri! Ovviamente noi del team, eravamo col fiato sospeso e facevamo il tifo per Codamozza scongiurando un possibile spiaggiamento.

Fortunatamente, questa balenottera sfortunata ma con uno spirito e un cuore da balena si è allontanata da costa seguendo una batimetria più elevata rimanendo comunque vicino a costa e lasciando ogni persona sbigottita ed incredula. Dopo averla monitorata per ben 5 ore, all’altezza del porto di Imperia, abbiamo lasciato il testimone ad un altro istituto di ricerca.

La storia di Codamozza, è incredibile ma allo stesso tempo rattrista ed il lieto fine molto probabilmente non ci sarà. Con la sua tenacia e la voglia di vivere, ce la sta mettendo tutta anche senza una porzione di corpo che per un animale di queste dimensioni è importantissima.

Spero che la storia di questa balenottera sia di esempio a molte persone: che tutti i giorni lottano per qualcosa (in questo caso per la sopravvivenza).

Quello che ci sta insegnando questa balena è che non bisogna mai mollare a ogni difficoltà, anche se la ruota non gira come vorremmo; perché alla fine in questo mondo siamo un po’ tutti Codamozza.

Al prossimo avvistamento!

Lorenzo Minoia

 

balena senza coda

 

The love for the sea, its inhabitants and their preservation has always been a fixed nail in my mind.

Joining the association Delfini Del Ponente and carrying out sightings together with expert people and friends, has made me fall even more in love with these themes and especially with research and life as a researcher.

Just with the exceptional sighting of the most famous common whale of the moment, Codamozza, it was even more so.

Already at the first light of dawn, during the initial briefing something exceptional was perceived and that it would be a special day; the prediction was not long in coming.

After having sighted, monitored and photo-identified a group of about 12 bottlenose dolphins near Gallinara Island, here comes the communication that we were waiting for (for better or worse): “Codamozza is near Alassio and is heading west!”.

After a few phone calls and more information received, here we leave the group of bottlenose dolphins and head to the site where the report was made.

Immediately we realize the difficult physical conditions in which the animal is found: very thin because of the handicap due to the lack of the caudal fin so as not to allow a normal dive at high depths and then feed on krill, very stressed due to excessive maritime traffic and especially because of the more “curious” who approach beyond the safety limit to the animal.

After some hesitation on how to approach the animal, we decide to observe and monitor it with the use of binoculars taking the dive and surfacing times, without causing it excessive stress by keeping a right distance for an animal in difficulty.

Together with us of the team Delfini Del Ponente the Coast Guard was present, doing an extraordinary and at the same time meticulous work making sure that no pleasure boat or fishing boat could get in the way or frighten Codamozza.

The most critical part, since we started monitoring the animal, was definitely the first hour and a half, when at Capo Mele was at a depth of 5 meters! Obviously, we in the team, we were in suspense and we were cheering for Codamozza and we avoided a possible beaching.

Codamozza whale tail lessLuckily, this unlucky whale but with a whale’s spirit and a whale’s heart moved away from the coast following a higher bathymetry, staying close to the coast and leaving every person astonished and incredulous. After having monitored her for 5 hours, at the port of Imperia, we left the witness to another research institute.

The story of Codamozza, is incredible but at the same time sad and the happy ending will most likely not be there. With his tenacity and will to live, he is trying hard even without a portion of the body that for an animal of this size is very important.

I hope that the story of this whale will be an example to many people: that every day they fight for something (in this case for survival).

What this whale is teaching us is that we must never give up at every difficulty, even if the wheel does not turn as we would like; because in the end in this world we are all Codamozza.

Until the next sighting!

Lorenzo Minoia