Delfini Del Ponente - Costabalenae.it

Bottlenose Dolphin Research Project

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Katia, da Unige per conoscere i Tursiopi del Ponente

(ENG below)

Ciao a tutti,

il mio nome è Katia e vengo dall’Italia! Ho 23 anni e vivo a Milano, mi sono laureata in Scienze Naturali qualche anno fa, e da quest’anno ho deciso di voler realizzare il mio sogno, diventare una biologa marina, così mi sono trasferita a Genova dove sto frequentando la specialistica in Biologia ed Ecologia Marina.

Il mare e soprattutto i cetacei sono sempre stati il mio più grande amore sin da piccola, infatti quando mi chiedevano che lavoro volessi fare da grande io rispondevo: “la biologa marina!”

Da qualche anno mi sono sempre più appassionata ai mammiferi marini, ed eccomi qui a Imperia a partecipare al progetto Delfini del Ponente di Costa Balenae, per cercare di entrare ancora più in contatto con questo fantastico mondo.

Ho conosciuto Davide in università a Genova e appena mi ha raccontato del suo progetto ho pensato: “voglio partecipare!”.

Avere la possibilità di vedere nel loro habitat naturale i cetacei è una delle emozioni più belle, riesci davvero ad assaporare la libertà.

Durante la prima uscita in barca non siamo stati molto fortunati ma in compenso abbiamo visto un sacco di pesci luna (sono davvero grandi!!), non vedo l’ora di uscire di nuovo!

KatiaKatia, stagista di maggio, nel suo habitat naturale: il mare 

Hi everyone,

My name is Katia e I come from Italy! I’m 23 years old and I live in Milan, I graduated in Natural Science few years ago, and from this year I have decided to fulfill my dream, to become a marine biologist, so I moved to Genova where I’m attending marine biology and ecology.

The sea and especially the cetaceans have always been my greatest love since I was a child, in fact when they asked me ‘what job do you want to be when you grow up?’ I answered ‘Marine biologist!’

In the last years, I have become more and more passionate about marine mammals, and here I am in Imperia to participate to the project Delfini del Ponente of Costa Balenae, to try to get even more in touch with this fantastic world.

I met Davide at the university in Genova and when he told me about his project I thought “I want to participate!”

Having the chance to see cetaceans in their natural habitat is one of the most beautiful emotions! you really can enjoy freedom!

During the first survey, we were not very lucky but on the other hand, we saw so many sunfish (they’re really big!), I can’t wait to go out again!

Katia

Katia, la nostra stagista di maggio

Pensieri di fine internship

(ENG below)

I miei due mesi di stage sono già finiti. Sono in viaggio per rientrare in Francia e domani riiniziano le lezioni in università.

Questi mesi sono volati; sono state otto settimane intense, piene di nuove esperienze, di nuovi incontri, di avvistamenti e di divertimento. Sono davvero contenta di aver scelto questo stage, è un’esperienza che mi porterò sempre nel cuore.  presentazione di fine internship Ho scelto di fare questo internship con Costa Balenae perché i delfini mi hanno sempre appassionato, ma non ho mai avuto la possibilità di vederli da vicino o di poterli studiare nello specifico. In realtà nel mio percorso di studi non mi sono mai concentrata molto sui mammiferi, perché il programma era molto vasto e trattava principalmente su zoologia generale, geologia e botanica.

Avevo quindi voglia di lavorare a diretto contatto con degli animali così intelligenti ed interessanti. Non avrei immaginato però di appassionarmi così profondamente al mare. Ho scoperto in me un legame molto forte con Imperia e con il mar Ligure e ho capito di voler continuare a specializzarmi in questo ambito e perché no in futuro anche cercarvi un lavoro.

In esplorazione a CervoPurtroppo, il mare è molto inquinato e le specie che lo popolano a rischio, sia a causa dell’inquinamento legato alle plastiche e ai metalli pesanti sia a causa dell’inquinamento acustico. Molto spesso però c’è poca consapevolezza di questa situazione e soprattutto per quanto riguarda i cetacei vengono svolte insufficienti ricerchi. Per questo vorrei poter contribuire in qualche modo alla conservazione del mare e dei suoi abitanti.

Il nostro team di marzo in azioneRingrazio di cuore Barbara Nani, presidente della cooperativa Costa Balenae e ovviamente Elena Fontanesi e Davide Ascheri, che permettono a noi studenti di poter svolgere un’esperienza del genere, che arricchisce sia dal punto di vista lavorativo che dal punto di vista umano.

Ringrazio Sara Moscatelli, che ha seguito noi stagisti con pazienza e ci ha trasmesso la sua passione per i cetacei. Ringrazio infine i miei compagni di avventura Daniele Corritore e Mike Justa con cui ho lavorato e condiviso le belle esperienze di questi due mesi.

Serena

My two months of internship are already over. I am on my way back to France and tomorrow I start again my lessons at the university.

These months have flown; the past eight weeks have been intense, full of new experiences, new encounters, sightings and lot of fun. I’m really happy to have chosen this internship, it’s an experience that I will always carry in my heart.

land-based survey durante l'internshipDolphins have always been my passion, but I never had the chance to see them up close I have never studied them specifically. In fact, in my studies I never focused much on mammals, because the program was very large and dealt mainly with general zoology, geology and botany.

bird survey a BordigheraFor these reasons I wanted to work in direct contact with such intelligent and interesting animals. I would not have imagined, however, to discover a real passion for the sea. I discovered in myself a very strong bond with Imperia and the Ligurian Sea and I understood that I want to continue to specialize in this area.

Unfortunately, the sea is very polluted and the species that populate it are at risk, both because of plastic pollution and heavy metals and because of noise pollution. However, there is little awareness of this situation and, especially with regard to cetaceans, insufficient research is carried out. This is why I would like to be able to contribute in some way to the conservation of the sea and its inhabitants.

cena con i partecipanti al progetto Delfini del Ponente di aprileI warmly thank Barbara Nani, president of the Costa Balenae cooperative and of course Elena Fontanesi and Davide Ascheri, who allow students like me to be able to carry out an experience of this kind, which enriches both from a working and a human point of view. I thank Sara Moscatelli, who followed us interns patiently and gave us her passion for cetaceans.

Finally, I thank my my companions on this adventure Daniele Corritore and Mike Justa with whom I worked and shared the good experiences of these two months.

Serena

I dati…dopo le uscite!

(ENG below)

L’opportunità di osservare l’area di studio all’interno del Mar Ligure alla ricerca di tursiopi (Tursiops truncatus) dal gommone in una bella giornata è solo la metà del nostro lavoro per questo progetto di ricerca. Durante i nostri survey collezioniamo dati su barche, reti da pesca, uccelli, tartarughe e pesci che incontriamo, oltre ovviamente agli avvistamenti di mammiferi marini. Quindi una volta finito il lavoro in barca abbiamo molto da fare tornati in ufficio!

Nei giorni in cui non è possibile uscire in mare, lavoriamo in ufficio per organizzare e analizzare i dati raccolti. Trascriviamo i datasheet del survey e degli avvistamenti e ci aggiungiamo le coordinate GPS. Studiamo meticolosamente le foto dei delfini per riconoscere gli individui. Inoltre importiamo su GIS le coordinate e le date degli avvistamenti degli individui visti più frequentemente. Anche se tutto questo sembra molto semplice, ci vogliono diverse ore di lavoro al computer per essere sicuri che tutto sia fatto nel migliore dei modi.

Mettere insieme tutti i dati collezionati durante i survey è la parte più semplice e può essere fatto da noi volontari abbastanza velocemente, importando prima i punti GPS e poi trascrivendo le coordinate sul datasheet. Poi trascriviamo tutto su un foglio Excel, assicurandoci che tutto combaci. Questa è la parte più semplice.

rielaborazione dei dati in ufficioIl processo di foto identificazione è quello più tedioso, ma anche quello più gratificante, e poi diciamocelo, chi non vorrebbe guardarsi centinaia di foto di delfini? Durante ogni avvistamento, si cerca di stimare quanti individui erano presenti e i fotografi (Elena, Davide o Sara) cercano di fotografare ogni animale. La foto ideale per questo scopo è uno scatto della pinna dorsale, a fuoco e di entrambi i lati.

Questo significa che anche per gruppi piccoli possono esserci centinaia di foto; molte delle quali sfuocate o di acqua. Ce le guardiamo tutte! Prima vengono quelle non utilizzabili, le discard, visioniamo tutte le foto e spostiamo i “no” qui. Poi scegliamo un individuo e scorriamo tutte le foto per trovare tutte quelle in cui è presente, riconoscendolo da segni particolari nella pinna, come cicatrici e parti mancanti e le mettiamo tutte in una cartella. Facciamo la stessa cosa per ogni delfino e poi compariamo le foto con un catalogo già esistente per identificarli.

Ma non finisce qui! In ogni cartella di ogni individuo cerchiamo le foto migliori di entrambi i lati della pinna e tutte le foto che presentano dettagli utili del corpo (come cicatrici e altri segni particolari), la faccia e la coda. WOW!

Usiamo Qgis, un software per creare delle mappe con la posizione degli avvistamenti di ogni delfino. Usando le coordinate di ogni avvistamento possiamo visualizzare i loro spostamenti su una mappa dell’area di studio. Non vi dico neanche dell’analisi statistica!

L’utilizzo di tutte queste tecniche e strumenti, per analizzare tutti i dati raccolti durante le uscite in mare, porta ad avere delle utilissime informazioni che possono essere presentate alla comunità scientifica e al mondo. Sarà anche un duro lavoro, ma è anche divertente!

Mike

The opportunity to scan the survey area of the Ligurian sea for Tursiops truncatus from the zodiac on a sunny day is only half of what we are working on for this research project. During these surveys, we record data on boats, fishing gear, bird, turtle and fish species we encounter and of course encounters with marine mammals. Once we are done on the boat, then we have lots to do back in the office!

On the days we are not out on the water, we are working in the office to manage and analyze all the collected data. Sheets from surveys and sightings get transcribed and GPS coordinates are added. Photos of dolphins are meticulously studied to identify individuals. Dolphins that are regularly sighted have the coordinates and dates imported into our GIS software. While this may all sound very straightforward, it takes many hours of work at the computer to make sure everything is in its place.

Putting together the data collected on the most recent survey is the easiest and can be done by some motivated volunteers relatively quickly by first importing the GPS waypoints, then reading the coordinates to each other to fill out the paper forms. We then transcribe all the numbers from the sheets to the electronic data forms, making sure to match everything up. This is the easy part.

The photo Identification process is by far the most tedious, but also quite rewarding and, hey, who doesn’t want to look at hundreds of pictures of dolphins? During each dolphin sighting, it is estimated how many individuals were present and the photographer (Elena, Davide or Sara) must get photos of each one. The ideal ID photo is a full-frame for the dorsal fin in focus, one of each side. This usually means that even for a small group, there can be a few hundred photos; many of which may be blurry or out of focus or even just a shot of water. We get to go through all of them! First comes the discards, which are just completely unusable photos. We go through all the photos and move all the “no’s” here.

Next we pick one individual and go through to find all the photos that match this individual’s particular markings, in this case we look for nicks and chunks taken out of the dorsal fin, and put them in a folder. We will do this for each individual dolphin and then compare these images to the existing photo ID catalog to create a positive identification. We are not done yet! Within each folder of each dolphin, we need to save the best ID photo of each side of the dorsal fin as well as any photos that include details of the body (such as scars and other marks), the face, and the flukes. Whew!

dopo la fase in mare, è necessaria la rielaborazione dei dati raccoltiWe use GIS software to map the sightings of each dolphin using Qgis, an open source mapping program. Using the coordinates for each sighting, we are able to visualize these moments on a map of the study area along the Ligurian coast. I will not even begin on statistical analyses!

It is the utilization of all these tools to process all these data that links going out on the zodiac to survey the area to useful, presentable information that can be published to the scientific community and the world. It may be a lot of work, but it is also fun!

Mike

Cervo, una perla del Ponente

Oggi è off e finalmente, dopo giorni di pioggia e di nuvole, è uscito il sole. Non volendo stare a casa tutto il giorno, decidiamo di andare a visitare Cervo, un paesino di appena 1300 abitanti, situato in provincia di Imperia e localizzato sulle pendici di una collina di fronte al mare.

Partiamo in macchina e dopo pochi minuti abbandoniamo l’Aurelia per raggiungere la nostra meta. In un attimo il paesaggio intorno a noi cambia e ci ritroviamo immersi negli oliveti liguri. Parcheggiamo la macchina e raggiungiamo a piedi il centro storico di Cervo, che è chiuso al traffico.

Scorcio di Cervo  Una volta superato l’arco d’ingresso ci ritroviamo in una piazzetta di piccole dimensioni e sembra quasi di entrare in un altro mondo. Da lì si scende pian piano percorrendo vicoli strettissimi e scalini antichi fino al mare.

Nel centro del paese si può ammirare la chiesa di San Giovanni Battista, costruita a cavallo tra il XVII e il XVIII secolo. L’edificio è rinominato anche “dei Corallini”, perché eretto grazie ai proventi della pesca del corallo, ed è considerato uno dei maggiori monumenti in stile barocco della riviera ligure di ponente.

Pizza dopo la visita a Cervo

Cervo è un paesino davvero piccolo, ma racchiude una bellezza infinita. Ogni porta ha di fianco una targhetta di ceramica con il cognome dipinto a mano e ogni casa è curata nei minimi dettagli. Tra le varie abitazioni si trovano ristoranti, bar e negozietti tipici, che d’estate si può immaginare pullulino di turisti.

Dopo la passeggiata fino al mare tornare al punto più alto è un po’ faticoso, ma ne vale la pena. Dopo la visita a Cervo, avendo una certa fame, abbiamo deciso di fermarci ad Oneglia per una pizza ed una birra, per concludere in bellezza la giornata.

Serena

Today it’s off and finally, after days of rain and clouds, the sun came out. We didn’t want to stay home all day and so we decided to go visit Cervo, a village of just 1300 inhabitants, located in the province of Imperia, situated on the slopes of the hills facing the sea.

We went to Cervo by car and after a few minutes, we left the Aurelia to reach our destination. The landscape around us changed in no time and we found ourselves immersed in the Ligurian olive groves.

Bouganville a Cervo

We parked the car and walked to the historic center of Cervo, which is closed to traffic. Once we passed the entrance arch we came in a small square and it almost felt like entering another world. From there we descended slowly, following narrow alleys and ancient steps until the sea.

In the center of the village there is the church of San Giovanni Battista, built at the turn of the seventeenth and eighteenth centuries. The building is also known as the church “dei Corallini”, because it was built thanks to the proceeds of coral fishing and is considered one of the greatest Baroque monuments of the western Ligurian Riviera.

Il team a CervoCervo is a really small village, but it contains infinite beauty. Each door has a ceramic plate with the surname hand-drawn and every house is domesticated in great detail. Among the various houses there are restaurants, bars and typical shops, and in summer you can imagine tons of tourists inside them.

After the walk to the sea, to return back to the highest point is a bit tiring, but it’s worth it. After visiting Cervo, we were very hungry and we decided to stop in Oneglia for a pizza and a beer, to end the day with a flourish.

Serena

Imperia, una città da scoprire

[Eng below] Imperia è una città di 40.000 abitanti circa, situata tra Diano marina e San Lorenzo al Mare.
É nata nel 1923 dalla fusione di due città, Oneglia e Porto Maurizio, situate rispettivamente a sinistra e a destra del torrente Impero. Storicamente Oneglia è dedita all’industria alimentare, mentre Porto Maurizio alla pesca e al turismo.
Il dialetto di Imperia è la lingua ligure, con qualche differenza di terminologia e pronuncia fra le ex città di Porto Maurizio e di Oneglia. Ha sicuramente influito la secolare dominazione Piemontese, che ha lasciato traccia nella cadenza e nel lessico.
Il Parasio, Imperia
Il mezzo ideale per girare ad Imperia è il motorino o la bicicletta. Si usa tutto l’anno e riesce a sgusciare tra le macchine in coda nelle ore di punta. Sembra che le automobili non siano fatte per le vie strette di questa città e nelle ore più trafficate il caos diventa snervante se si è in macchina. 
La specialità culinaria di Imperia è la focaccia ligure. La si può trovare bianca, con le cipolle, ripiena ed è sempre buonissima. Essendo una località marina il pesce fresco è un’altra caratteristica saliente di questa città e nei ristoranti si possono trovare primi e secondi con il pescato del giorno. 

Oneglia e le Vele d'Epoca

Anche se in inverno può sembrare un po’ triste, Imperia è piena di bar e ristoranti e d’estate anche di pub e discoteche che mostrano un lato notturno un po’ dimenticato durante la stagione invernale. 
Personalmente mi piace molto Porto Maurizio. Questa parte della città si inerpica su di una collina e per arrivare nelle vie centrali partendo dal porto bisogna salire un’infinità di scalini. È un pò faticoso, ma la vista del porto e del mare dall’alto sono davvero emozionanti. Devo ancora scoprire meglio la parte di Oneglia, che essendo più lontana dall’appartamento in cui alloggio ho un po’ trascurato. Ho ancora un mese per visitarla meglio e per scoprirne tutte le specialità.
Serena
Il Parasio, Imperia durante le Vele d'Epoca
Imperia is a city of about 40,000 inhabitants, located between Diano Marina and San Lorenzo al Mare. It was born in 1923 from the merger of two cities, Oneglia and Porto Maurizio, located respectively to the left and to the right side of the river Impero. Historically Oneglia is dedicated to the food industry, while Porto Maurizio is dedicated to fishing and tourism.
The Imperia dialect is the Ligurian language, with some variations of terminology and pronunciation between Porto Maurizio and Oneglia. The Piedmontese domination has certainly influenced the dialect and left its mark in cadence and lexicon.
Imperia, le Logge di Santa Chiara
The ideal vehicle to get around Imperia is the scooter. It is used all year and manages to slip through the cars at the queue during peak hours. It seems that cars are not made for the narrow streets of this city and in the busiest hours the chaos becomes really unnerving.
The culinary specialty of Imperia is the Ligurian focaccia. It can be found white, with onions, stuffed and is always very good. Being a seaside city, fresh fish is another salient feature of this city and in restaurants you can find first and second courses with the catch of the day.
Plinio nel Porto di Oneglia 2019
Even though in winter it may seem a little sad, Imperia is full of bars and restaurants and in the summer it also has pubs and discos that show a slightly forgotten night side during the winter season.
Personally, I really enjoyed the Imperia part of Porto Maurizio. This part of the city climbs up a hill and to get to the central streets starting from the port you have to do a lot of steps. It is a little bit tiring, but the view of the harbor and the sea from above are really exciting. I have to find out more about the part of Oneglia, which being further away from the apartment where I live I have neglected a little. I still have a month to visit the city better and to discover all the specialties.
Serena

Il nostro amico Plinio e le sue avventure!

[Eng below] Ed eccoci nuovamente a parlare di un delfino un po’ speciale, che sta molto a cuore a noi di Delfini del Ponente: Plinio.

Come molti sapranno, Plinio è stato il nostro primo avvistamento lo scorso anno, ancor prima di iniziare le uscite del progetto, segnalato da Plinio ‘originale’ (istruttore dello Yatch Club Imperia) all’interno del porto di Oneglia. Era una giornata uggiosa di inizio aprile del 2018, e da lì ci sono spesso arrivate segnalazioni di questo bel delfinone all’interno del porto.

Plinio il tursiope nel Porto di Oneglia

Plinio nel porto di Oneglia nel 2018

Cosa ci faceva? Be, a giudicare dai suoi comportamenti, movimenti e frequenza di immersione era ‘al mercato’ del pesce! Dove trovare così facilmente prede con poco sforzo se non proprio all’interno del porto, pieno di grossi cefali e altre ‘prelibatezze’?

Gli incontri con Plinio si sono poi fatti molto sporadici, pensate che in tutta l’estate l’abbiamo incontrato solo …. Volte!

Inizia il 2019, ed ecco che si ricomincia con le uscite per il progetto. Manco a farlo apposta, durante la nostra seconda uscita di gennaio, ci chiama la Capitaneria di Imperia per segnalarci la presenza di un delfino nel porto di Oneglia e…indovinate un po’? Si trattava sempre del nostro mitico Plinio! Primo avvistamento anche del 2019.

Plinio nel Porto di Oneglia 2019

Plinio nel porto di Oneglia nel 2019

A distanza di poco purtroppo ci arriva invece un’altra chiamata, di quelle che non ti aspetti e ti lasciano con l’amaro in bocca. Un tursiope si è spiaggiato a Diano, è un maschio di grosse dimensioni, e la sua dorsale, sebbene molto rovinata a causa dell’essere stato trascinato sulla battigia, potrebbe ricordare quella di Plinio.

Non è possibile dire con certezza che si tratti di lui, ci sono almeno altri 2 delfini nel nostro catalogo che potrebbero ricordare la forma di questa dorsale. Perciò da quel momento abbiamo un altro scopo durante le nostre uscite: cercare di riavvistare Plinio, per scongiurare che fosse proprio lui il delfino morto!

Passa tutto febbraio, e marzo sembra non aiutarci con le meteo: un susseguirsi di vento e onde che ci costringono a rimanere a terra. Finchè, finalmente, verso fine mese ci aspettano due weekend con condizioni perfette: grandi avvistamenti sia il 23 che il 24 marzo, ma di Plinio neanche l’ombra.

Plinio avvistato lo scorso 30 marzo

Plinio avvistato lo scorso 30 marzo

Il vero momento di gioia è stato però il 30 marzo, quando, avvicinato un gruppo (come sempre avvistato da Davide, c’è da dirlo? =P) vediamo avvicinarsi con fare spavaldo un grosso delfino al nostro gommone: ‘E’ Plinio!’ gridiamo in coro! E ci fa vivere 5 secondi di emozione pura, sfilando davanti alla prua della barca appena sotto il pelo dell’acqua e facendosi ammirare nella sua interezza. E, posso assicurarvelo, mentre noi eravamo a bocca aperta, Plinio si è girato leggermente verso di noi per osservarci con curiosità!

Buona fortuna per tutte le tue avventure, Plinio!

Elena

[Eng]Here we are again, to talk about a special dolphin, that we really care about: Plinio.

As many of you might remember, Plinio was our first bottlenose dolphin sight last year, even before the start of the surveys for the project Delfini del Ponente. Another Plinio, the original one, sail instructor of the YCImperia, called us because there was a dolphin inside the Oneglia harbour. It was a rainy day at the beginning of April 2018 and since then we had several notifications of the presence of the dolphin in the harbour.

What was he doing? From what we could see and monitor, he was at the ‘fish market’! In fact, where would you go if you want food easily catchable and without much effort if not inside the harbour?

Plinio con alle spalle il Parasio

Plinio in the Harbour in 2018

We didn’t meet Plinio too often during the Summer months, just about 3 times.

2019 started and there we are again with the Project surveys. Unbelievably, during our second survey in January, the Capitaneria of Imperia called us saying there was a dolphin inside Oneglia harbour. And guess what? It was Plinio again! First sighting both in 2018 and 2019.

A few weeks later, we received another call, a sad one that time. A bottlenose dolphin stranded in Diano Marina, it’s a quite big male and its dorsal fin, even if spoiled on the sandy beach, could remind us Plinio’s one.

It was not possible to say with certainty whether it was Plinio or not, there are at least another couple of dolphins with a similar fin in our catalog. For this reason, since then, we had another mission: to spot him again!

Plinio in the Oneglia Harbour in 2019

Plinio in the Oneglia Harbour in 2019

As February pass by, March starts not with the best premises: wind, wind and big waves that oblige us to stay in the office. Finally, at the end of March, two perfect weekends with awesome bottlenose dolphin encounters!

Plinio delfino del Ponente

Plinio spotted in March 2019

The happiest moment for all the crew was on the 30th when Davide (as usual) spotted a group of dolphins close to Sanremo. A big one came close to our zodiac and crossed our way just below the surface: ‘That’s Plinio!’ we shouted. And while we were speechless admiring this huge individual comfortably approaching us, we noticed that Plinio was also very curious and turned its body to check on us!

Good luck with your adventures, Plinio!

Elena

Dagli USA alla ricerca dei delfini liguri, ecco Mike!

Ciao!

Mi chiamo Mike e questo mese sarò uno dei volontari al progetto Delfini del Ponente di Costa Balenae. Sono arrivato in Italia dopo un viaggio durato due giorni, passando per Seattle, Londra, Nizza e infine Arma di Taggia cambiando due aerei, un autobus, due treni e la macchina di Davide dopo essere sceso alla stazione sbagliata. Sono arrivato a quella che sarà la mia nuova casa per questo mese alle 23:00.

L’avventura non è certo finita qui, visto che il team mi ha informato che ci saremmo svegliati presto il mattino seguente per uscire in mare e approfittare della piccola finestra di tempo favorevole per cercare qualche tursiope (Tursiops truncatus). Potrebbe sembrare una cattiva notizia per qualcuno, ma io sono sempre entusiasta alla possibilità di vedere qualche mammifero marino, non importa quanto stanco per il fuso orario!

Sono cresciuto ad Albany, la capitale dello stato di New York. Ho scoperto presto il mio amore per il mare e ho studiato biologia marina all’università di Rhode Island. È stato qui, o meglio al Mystic Aquarium in Connecticut, che è iniziato il mio amore per i mammiferi marini.

Dopo la laurea ho iniziato a lavorare e a viaggiare come naturalista a bordo di una nave di whale watching per gli Stati Uniti, dall’Alaska al Maine, a Washington, alle Hawaii e addirittura Baja in Messico. Anche dopo aver passato quasi dieci anni a cercare mammiferi marini di tutte le taglie e specie, l’idea di vederne, interagire con loro e proteggerli resta sempre entusiasmante. Questo mi ha spinto ad intraprendere questo lungo viaggio.

A quanto sembra i tursiopi (Tursiops truncatus), non erano una specie molto avvistata lungo la costa del Ponente ligure. Questo progetto ha iniziato a fare ricerca sulla presenza di sempre più esemplari negli ultimi anni, concentrandosi sulla potenziale interazione con barche da pesca professionali e pescatori.

L’idea di far parte di una ricerca sui cetacei in una bellissima parte dell’Italia e in un mare che mi è sconosciuto era molto intrigante e mi ha fatto decidere di partecipare al progetto. Dopo un lungo scambio di email con Davide e un arduo viaggio, sono finalmente qui pronto per vedere qualche delfino!

La prima uscita di aprile ci ha lasciati a bocca asciutta, nonostante le quasi sei ore passate a coprire un transetto dell’area di studio. Siamo stati però abbastanza fortunati da vedere molti tunicati, invertebrati gelatinosi anche conosciuti come “salpe”, e una berta minore che planava bassa sull’acqua in lontananza. Ma, tra i tanti pescherecci che operavano sulla superficie vitrea dell’acqua, non siamo riusciti a vedere nessun delfino. Aspetto con ansia di uscire di nuovo in mare e partecipare a tanti altri progetti!

Mike, il nostro volontario dagli Stati Uniti, durante il suo lavoro in Alaska

Mike

Hello!

My name is Mike and this month I am volunteering with Costa Balenae’s Delfini del Ponente program. I arrived in Imperia, Italy after a journey that took two days, passed through Seattle, WA, London, England, Nice, France and Taggia di Arma, Italy and involved two airplanes, a bus, two trains and Davide’s car after getting off at the wrong train station. Finally, I arrived in my new home for the month at around 2300.

The adventure did not end there, however, as the team informed me that we would be getting up early to go out on the water and take advantage of a good weather window to look for Tursiops truncatus, bottlenose dolphins. This may have sounded like rough news for some, but I will always be excited for the potential to see marine mammals no matter how jetlagged.

I was raised in Albany, the Capital city of New York state. I knew early on that I loved the sea and studied marine biology at the University of Rhode Island. It was here, well actually at the Mystic aquarium in Connecticut, that my love of marine mammals began.

After graduating, I began working and traveling as a naturalist aboard whale watching vessels all over the United States from Alaska to Maine to Washington to Hawaii and even Baja, Mexico. Even after the better part of a decade in search of marine mammals of all sizes and species, the prospect of seeing, interacting, and protecting them is still exciting. This led me to sign up for such a long journey and a rapid introduction to Davide & Costa Balenae’s work.

Tursiops truncatus were apparently not a very commonly sighted species along the Western Ligurian coast. This program has begun to research the appearance of more and more of these dolphins over the past few years, focusing on the potential for interactions with commercial fishing boats and their crews.

The idea of getting hands-on with cetacean research in a beautiful part of Italy on a sea that is new to me was very intriguing and I was eager to sign up. After lots of emails with Davide and my arduous travels, I am here and ready to see some dolphins!

Our first search of April came up dry, despite spending nearly six hours patrolling a transect of the survey area. We were fortunate enough to see many pelagic tunicates, gelatinous invertebrates also known as “salps” floating by as well as a Mediterranean Shearwater cruising low on the water in the distance. Among the many fishing boats working the Sea’s glassy surface, we detected not one dolphin. I am looking forward to our next trip out on the water to survey as well as many other projects!

Mike, il volontario dagli Stati Uniti, alle prese con una squalo balena

Mike 

Squalo!?

Navigando col gommone, può capitare di scorgere occasionalmente in lontananza una pinna alzarsi sul pelo dell’acqua.

A prima vista si potrebbe scambiarla per la pinna dorsale di uno squalo, ma avvicinandosi ci si accorge di essersi imbattuti in un pesce luna.Questi giganti marini, i più grandi tra i pesci ossei, spesso si lasciano galleggiare sulla superficie del mare, agitando ogni tanto una delle loro pinne.

Non è chiaro perché sostino in questo modo, probabilmente permettono così agli uccelli marini di nutrirsi dei parassiti.

Pesce luna in superficieIl Mar Ligure ospita numerose altre specie ittiche di notevoli dimensioni, come il tonno ed il pesce spada. Si tratta di nuotatori molto robusti e saltando fuori dall’acqua da lontano potrebbero essere perfino confusi con l’acrobazia di un delfino!

Ambite prede dei pescatori, al mercato del pesce possono rivelarsi davvero impressionanti per chi al mare vede solo qualche acciuga!

E gli squali?
È possibile trovare anche diverse specie di squalo sulla lista dei grandi pesci del Mar Ligure, come il tanto gigantesco quanto innocuo squalo elefante, secondo solo allo squalo balena per dimensioni, oppure la famigerata verdesca.

La pessima fama di cui godono questi formidabili predatori, indispensabili per l’equilibrio dell’ecosistema marino, è assolutamente ingiustificata, infatti gli attacchi nei confronti dell’uomo sono molto rari.

Insomma, una pinna in lontananza osservata col binocolo potrebbe nascondere ogni volta inaspettate sorprese!

Daniele

Shark!?

Sailing on a zodiac in the sea, you may occasionally see a fin rising far away on the surface.

At first, it could be mistaken for the fin of a shark, but by approaching it you realize that you have come across a sunfish.

These marine giants, the largest among the bony fish, often let themselves float on the surface of the sea, occasionally shaking one of their fins.

It’s not clear why they stand like that, probably they allow in that way seabirds to feed on their parasites.

non uno squalo ma un bellissimo pesce lunaThe Ligurian Sea hosts numerous other fish species of remarkable size, such as tuna and swordfish.

These animals are very strong swimmers and when they jump out of the water they could even be confused from distance with a dolphin stunt!

Desired preys by fishermen, they can be truly impressive at the fish market for those who have seen only a few anchovies at the sea!

And sharks?
You can also find different species of shark on the list of large fishes in the Ligurian Sea, such as the gigantic as well as harmless basking shark, second only to the whale shark by size, or the infamous blue shark.

The bad reputation these formidable predators, indispensable for the balance of the marine ecosystem is absolutely unjustified, in fact, the attacks against men are very rare.

In short, a fin observed with binoculars could hide unexpected surprises every time!

Daniele

Il primo avvistamento…non si scorda!

Serena ci racconta: ‘Il mio primo avvistamento di cetacei’

17.03.19

Oggi abbiamo deciso di uscire in mare, anche se le condizioni climatiche non sono delle migliori. Il tempo non è per nulla dalla nostra parte, ci ha permesso di uscire soltanto una volta. La voglia di andare sul campo e di avvistare qualche cetaceo cresce in me ogni giorno di più e anche se non fa bellissimo parto molto volentieri. Per me sono le prime volte che esco in mare con il gommone, devo ancora abituarmi alle onde, soprattutto quando devo scrivere. Anche utilizzare il binocolo non è semplicissimo, devo prenderci la mano.

  Le prime ore abbiamo avvistato molti uccelli in migrazione e alcune berte minori (Puffinus yelkouan). Abbiamo visto anche un pesce luna (Mola mola) e molte barchette di San Pietro (Velella velella), di cui i pesci luna vanno ghiotti. Di cetacei però neanche l’ombra…

Raggiunto San Remo siamo tornati in dietro verso Imperia. Il mare è mosso e le probabilità di avvistare una pinna in lontananza sono molto basse.

Ad un certo punto, mentre scrivo il survey Davide ed Elena vedono dei salti. Parte l’inseguimento, ma una volta arrivati in zona nulla, dei delfini neanche l’ombra… siamo tutti intenti a guardare nei nostri binocoli quando Sara grida: ‘’Sono sotto di noi!’’

Ed eccole lì, snelle e agili, le Stenelle (Stenella coeruleoalba), che saltano intorno al gommone. Mi fiondo a prua per vederle meglio e torno per un attimo bambina, osservandole giocare e saltare a meno di un metro da me. Potrei stare così per ore, rapita, a guardare in trasparenza sotto di noi le loro sagome striate, mentre saltano e fanno le loro acrobazie. Dopo qualche minuto a malincuore le lasciamo, per tornare sulla nostra rotta.

E’ stata un’esperienza davvero commovente e poter osservare questi animali in libertà ha reso l’esperienza ancora più speciale. Spero il tempo ci permetta di uscire presto di nuovo e di avvistare i Tursiopi!!

Serena

Serena tells us her first encounter with wild dolphins!

Today we have decided to do an excursion, even if the weather wasn’t very good. The weather lately is not on our side at all, it allowed us to go out only once. My desire to go out on the field and to see some cetaceans grows every day and even if the sea conditions aren’t perfect, I would leave very willingly.

These are the first times that I go out in the sea with the dinghy and I still have to get used to the waves, especially when I have to write. Even using binoculars is not easy, I have to grow into it. The first few hours we saw many migrating birds and some yelkouan shearwaters (Puffinus yelkouan). We have also seen a sunfish (Mola mola) and many small Velella. But not a whiff of cetaceans…

When we reached San Remo, we went back towards Imperia. The sea was rough and the chances to see a fin were very low.

At one point, as I was writing the survey, Davide and Elena saw some jumps. The chase started, but once we got to the area there was nothing… we were all focused on looking in our binoculars when Sara shouted: “‘they’re under us!”

And there they were, slim and agile, the striped dolphins (Stenella coeruleoalba), which jumped around the dinghy. I run toward the bow to see them better and I felt like I was a little girl again, watching them playing and jumping less than a meter away from me. I could have stayed like that for hours, just staring at them, watching their streaked shapes in transparency beneath us as they jumped and did their stunts.

After a few minutes, we reluctantly left them, to return to our course. It was a truly moving experience and being able to observe these animals in freedom made the experience even more special. I hope the weather will allow us to go out again soon and see the Bottlenose Dolphins!!

Serena

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