Delfini Del Ponente APS

Associazione di promozione sociale

Il tempo passa tra delfini e il paesino di Triora!

 

Salve a tutti!

…che dire? questa esperienza sta volgendo a termine e non posso credere di dover tornare alla vita “normale” in meno di una settimana, dopo 2 mesi. Tutto è così diverso dalla mia solita vita a Torino. Ho scoperto che vivere la routine in una località di mare è qualcosa che mi piacerebbe ripete in futuro, magari trasferendomi un giorno. Quando hai bisogno di staccare qui è più semplice, passando qualche ora sul molo a guardare il mare in totale solitudine. In una grande città è più difficile sconnettersi per recuperare le energie, è il mare senza dubbio ridona energie.

Sunset

Ottobre è stato un mese atipico, ricco di avvistamenti e di incontri interessanti. L’ultimo davvero incredibile è stato quello di un grande gruppo di tursiopi, apparentemente sconosciuti. Gli esemplari viaggiavano sotto costa verso est ma avevano un aspetto totalmente diverso dai soliti delfini. In particolare, due di loro si sono avvicinati al gommone facendo “bow-riding” ossia nuotando vicino alla prua dell’imbarcazione, cosa abbastanza insolita nei tursiopi ma più frequente nelle stenelle.

Questi due esemplari erano enormi, per le dimensioni ho pensato potessero essere due maschi ma non si può avere nessuna certezza dato che l’unico modo per sapere il sesso nei delfini è quello di osservare la parte posteriore della pancia in zona genitale. Non hanno un dimorfismo molto marcato, anche se i maschi normalmente sono più grandi. In particolare, uno di loro aveva una colorazione più scura e un dorso più curvo, in quel momento ho fatto una connessione mentale con i delfini scozzesi che amerei tanto vedere un giorno; essi infatti abitando le fredde acque dell’Oceano Atlantico del Nord e dunque sono più grandi e accumulano più grasso. È stato il secondo avvistamento di tursiopi più emozionante dopo quello di inizio Settembre, voglio credere che abbiano voluto riservarci  uno spettacolo di chiusura.

salto tursiopi

Oltre alle uscite in mare ho avuto occasione di visitare un piccolo borgo in provincia di Imperia, Triora. Ebbene, ne sono rimasta talmente colpita e affascinata che non vedo l’ora di poterci tornare, probabilmente prenoterò la prossima vacanza. È un luogo magico ricco di storia in quanto nel V secolo vi fu uno dei più importanti processi del tribunale dell’inquisizione a numerose donne accusate di stregoneria. Il borgo è costituito da un complesso di case in pietra di epoca medievale  distribuite lungo un pendio di una montagna con una vista mozzafiato. Quando arrivi a Triora vieni accolto da un grande dipinto raffigurante una grande strega, la cui frase scritta sopra è: Triora, la magia in un luogo! Ed è esattamente così! consiglio a tutti di visitare questo posto e lasciarvi guidare tra le case percorrendo i minuscoli carrugi.

Probabilmente vi capiterà di perdervi come è successo a me, ma nel frattempo avrete visto una serie di piccole porte in legno dipinte a tema, con qualche vecchia scopa appoggiata di fianco. La parte più caratteristica ed importante di Triora è la Cabotina ossia il luogo in cui si racconta che le streghe si incontravano insieme al demonio per celebrare i loro rituali di magia nera. Ho avuto modo di visitare il vecchio museo etnografico e della stregoneria che è altamente suggestivo,  e nel cui piano inferiore sono state ricostruite i momenti in cui “le streghe” venivano incarcerate e torturate.

Numerose sono le storie e i racconti dei trioesi e per saperne di più ho acquistato un libro (che ho già terminato) a “la strega di Triora”, un piccolo negozio di prodotti tipici e artigianali. Ho scambiato qualche chiacchiera con la proprietaria facendomi raccontare come si vive in un borgo di 200 abitanti così fuori dal mondo, ma che ogni anno attira centinaia di curiosi e visitatori. Mi ha risposto dicendomi che vive lì da 30 anni e non cambierebbe Triora con nessun altro posto al mondo perché “tutto quello che a Triora non c’è è perché non serve”.

Sono dunque giunta alla fine di questo percorso. Tornerò a casa sicuramente arricchita da questa esperienza che definirei una delle esperienze più belle della mia vita perché tutto ciò che la riguarda gira intorno alla mia più grande passione che, come avrete capito, sono i cetacei! Oltre ad aver imparato come può funzionare un progetto di ricerca in mare ed aver chiarito alcune miei dubbi sulle possibilità e i percorsi da seguire, ho conosciuto delle persone splendide con cui ho condiviso le mie giornate e un profondo amore per il mare.

Ciao a tutti! Federica!

Triora

Hello to everyone!

…what to say? This experience is ending and I can’t believe I’ve to come back home to “normal” life in less than a week, after 2 months. Everything is so different from my usual life in Turin. I discovered that living the routine by the sea is something that I would like to repeat in the future. When you need to disconnect here is easier, spending  few hours looking at the sea by yourself. In a big city is more difficult to disconnect to recover energy, without a doubt the sea restores energy.

October was an unusual month, full of sightings and interesting encounters. The last really incredible was that of a large group of bottlenose dolphins, apparently unknown. The specimens were travelling near the coast toward east but they looked totally different from the usual dolphins. In particular, two of them approached the zodiac doing “bow-riding”, it means swimming close to the bow of the boat, behaviour unusual in bottlenose dolphin but more frequent in the striped dolphins. These two specimens were huge, for the size I thought could be two males but the only way to know the sex in dolphins is to observe the back of the belly in the genital area.

TT Cervo

Dolphins don’t have a marked dimorphism, even the males are usually bigger than female. In particular, one of them had a darker colouration and a more curved back, and at that time I thought about Scottish dolphins that I would love to see one day. They inhabit the cold waters of the North Atlantic Ocean and therefore are larger than accumulate more fat. It was the second most exciting sighting of bottlenose dolphins since the beginning of September, I want to believe that they wanted to reserve us a closing show.

Last week I visited a small village, Triora. I was so impressed and fascinated that I can’t wait to go back, I will probably book the next holiday. It’s a magical place, rich in history. In the fifth century, there was one of the most important trials of the court of the inquisition against numerous women accused of witchcraft. The village consists of a complex of medieval stone houses distributed along a slope of a large mountain.

Triora 2

When you arrive in Triora you can see a large painting with a great witch, whose sentence written above is Triora, magic in a place! And that is exactly how it is! I recommend everyone to visit this place and walk through the houses along the tiny alleys. You will probably get lost like I did but you will see a series of small wooden painted doors and some old broom on the side. The most characteristic and important part of Triora is the Cabotina, the place where the witches met with the devil to celebrate their rituals of black magic. I had the opportunity to visit the old ethnographic and witchcraft museum which is highly suggestive. In the lower floor are recreated the moments when “the witches” were imprisoned and tortured.

There are many stories and tales of Triora and to learn more I bought a book (which I’ve already finished) at “la strega di Triora”, a small shop of typical products. I chatted with the owner and ask her how to live in a village of 200 inhabitants, but every year it attracts hundreds of curious and visitors. She told me that she has lived there for 30 years and she wouldn’t change Triora with any other place in the world because “ all that isn’t there, in Triora, is because it isn’t needed”. I will come back home enriched by this experience, one of the most beautiful of my life. Everything about it involves my greatest passion: cetaceans! Furthermore, I learned how a research project can work. I met some wonderful people, I shared my days and a deep love for the sea with them.

Hello everyone!

Federica

triora 3

Una settimana piena di delfini!

Ciao a tutti!

Piccola anticipazione: è stata una settimana piena di delfini!

Sono già oltre la metà del mio stage e 6 delle 7 volte che siamo andati per mare, abbiamo avuto avvistamenti. 

Durante le mie prime uscite abbiamo avvistato due gruppi di stenelle striate e due capodogli. Durante il quinto survey, mentre tornavamo a casa, tutti un po ‘stanchi e senza aver visto ancora nulla, stavo perdendo la speranza nel vedere i delfini tursiopi. Ma madre natura ti regala sempre un sorriso quando ne hai più bisogno. La mia stanchezza si è trasformata in gioia in un secondo, quando qualcuno ha gridato: DELFINI! Tutti ci siamo messi a guardare con il nostro binocolo nella stessa direzione e un grande sorriso si è piantato sul mio viso. Avevamo infatti davanti a noi  un gruppo di  tursiopi di circa 5 individui con un cucciolo. Si sono avvicinati molto a noi cosi da poterli confrontare con le stenelle che avevo visto nei due precedenti avvistamenti. Sono rimasta veramente impressionata nel scoprire quanto sono decisamente più grandi e più massicci.

I miei incontri con i tursiopi non sono finiti qui! Il giorno successivo, dopo neache 2 ore di ricerca abbiamo trovato infatti un gruppo enorme. Abbiamo passato un’ora a monitorarli mentre Davide ed Elena li fotografavano per poterli identificare successivamente. È stato meraviglioso, c’erano alcuni cuccioli molto curiosi che sono venuti a fare bowriding sotto la nostra prua per parecchio tempo. È stato bello vederli giocare sotto il nostro gommone e poterli vedere così da vicino mentre nuotavano vicino a noi e sulle nostre onde. Dopo il tempo necessario per catalogarli tutti, ci siamo fermati per fare una pausa pranzo e approffittarne per calmare le mie emozioni e ricaricare le nostre pile. Non avrei mai pensato di pranzare con la vista dei delfini che si muovono verso l’orizzonte. Anche se non è finita qui!

delfini cervo

Pochi minuti dopo aver iniziato a mangiare e parlare dell’avvistamento un altro gruppo di delfini si avvicinato verso di noi . Non potevo credere a quello che stava succedendo. Di corsa mettiamo da parte il pranzo per continuare a ricominciare a seguire questo gruppo scattando foto e per goderci altri meravigliosi momenti. Secondo Davide ed Elena c’erano tanti delfini nuovi, ossia mai identificati primi ed era la prima volta che li vedevano. Nei giorni successivi analizzeremo le foto per confrontarle con il catalogo e vedere se effettivamente sono animali “sconociuti”. Meraviglioso!

Nell’ ultima uscita della settimana, non mi aspettavo più emozioni. Credevo che nulla potesse sorprendermi ma mi sbagliavo di nuovo. Al grido di: Delfini! Il gommone accelera e arrivammo al punto indicato. C’erano più di un centinaio di stenelle striate ! Pensavo di sognare. C’è stato un momento in cui eravamo totalmente circondati da individui davanti, ai lati, e dietro; ce n’erano così tanti che non sapevo dove guardare. È stato un vero spettacolo. Abbiamo continuato la nostra ricerca e questa volta sono stato io a dare l’allarme. Avevo visto una pinna dorsale di un delfino. Ero molto emozionata, perchè era la mia prima volta che avvistavo qualcosa. In questo caso erano solo  3 individui sempre di stenella intenti a mangiare e per questo non molto socievoli.

Abbiamo continuato la nostra ricerca e dopo un po di tempo Federica ha avvistato altri delfini: un altro grande gruppo di circa 40 animali. Questa volta hanno interagito di più con noi, li abbiamo visti passare molto da vicino sotto il gommone venendo a fare il tipico bowriding delle stenelle. Dopo aver passato un po ‘di tempo con loro, abbiamo continuato la nostra marcia, anche se le emozioni non erano finite qui!  Quasi alla fine infatti, prima di cambiare rotta e incominciare la via del ritorno, abbiamo incontrato un altro gruppo di circa 25 delfini. Non ci potevo credere, 4 avvistamenti di stenelle striate in un solo giorno! Che bel modo di concludere la settimana.

Non so se il tempo ci consentirà di uscire di nuovo in mare ma in caso contrario potrò tornare a casa più che felice per gli incredibili incontri che ho avuto.

Buona Mar

Sara

 al rientro

 

Hi everyone!!

A little preview: it has been a week full of dolphins.

I have already passed more than the equator of my internship and 6 of the 7 times we have gone to sea, have been successful.

In my first sightings, we saw a couple of times striped dolphins and two sperm whales on one occasion. By the fifth time, on our way home, we were all a little tired. It was a long day and we had seen nothing. I was losing hope in seeing bottlenose dolphins but mother nature always gives you a smile when you more need it. My tiredness turned into joy in a second, when someone shouted: dolphins! We all pointed our binoculars in the same direction and a big smile spread across my face. It was a bottlenose dolphin’s group of about 5 individuals with a calf. They approached us and I was able to see them close, compare them with the striped dolphins that I had already seen on two previous sightings, and discover that the bottlenose dolphins were bigger, more corpulent and they impressed me a lot.

Although my encounters with the bottlenose dolphins would not end here. The next day, when we had been searching for less than 2 hours, we found a huge group. We spent an hour looking at them while Davide and Elena took photos of them so that we could later identify them. Once everyone was photographed, we moved forward, as one group had advanced and we had stayed with the group behind. After 20 minutes of searching, we found them. It was wonderful, there were a few very curious calfs who were bow-riding for a while and it was beautiful to watch them play under our zodiac and to be able to see them so closely. It was majestic to see how they ploughed through the waters.

Delfini salto

After spending a good time with them, they moved on and we decided to have a break. We needed to settle down our emotions and fill our batteries with food. I never thought I would have a meal with a view of the dolphins moving towards the horizon. But this did not end here. Within minutes of having started eating and sharing feelings, another group of dolphins approached. I couldn’t believe what was happening. So we put lunch aside to continue contemplating such a wonder, and to be able to take more photos. According to Davide and Elena, there were many individuals they could not recognize, it was the first time they had seen them. In the next few days during the photo ID, we would see how many individuals were new. It was very interesting.

In the third and last sighting of the week, I did not expect any more emotions. I believed that there was already nothing could surprise me. But I was wrong again. With the shout of dolphins! The zodiac sped up and we arrived at the indicated point. There were more than a hundred of striped dolphins!. I thought I was dreaming. There was a point where we were totally surrounded by individuals. Forward, on the sides, from behind. There were so many that I didn’t know where to look. It was a real show. We continued our search and this time it was me who gave the alarm. I had seen a dorsal fin of a dolphin.

delfini arma

I was very excited, it was the first time that I saw them before any of my colleagues. It turned out to be 3 striped dolphins individuals, although they did not approach. It seemed they were eating. We continued our search and after a while, Federica saw more dolphins. Another large group of about 40. This time they did interact more with us, we saw them pass very closely under the zodiac. After spending some time with them, we continued our march. But it didn’t end here. Almost at the end of the survey, we saw another group of about 25 individuals. I couldn’t believe it. 4 sightings of striped dolphins in a single day! What a good way of ending the week.

I don’t know if the weather will let us set sail again, but if not, I can go home more than happy with the incredible encounters I have had.

Buena mar.

Sara.

sunset

Il capodoglio: l’emozione del primo incontro!

Eccomi ancora qui,
pronta per aggiornarvi sulle incredibili novità di questi ultimi giorni. Finalmente le condizioni meteo sono migliorate e i nostri survey sono ripartiti alla grande! Il primo dopo la mareggiata è risultato un po’ sconcertante. Appena usciti dal porto a bordo del nostro gommone, il mare si è presentato ricolmo di detriti arrivati tramite i fiumi che li hanno trasportati. È un evento totalmente naturale salvo il fatto che tra rami, foglie e altro materiale degradabile c’erano rifiuti di ogni sorta: copertoni, bombole del gas e una grande quantità di plastica.

team

In quel momento ho pensato che tutto ciò che non viene smaltito nel modo corretto finisce inevitabilmente in mare, anche se si vive lontano da esso. E tutto ciò che finisce in mare mette a repentaglio la vita di chi lo abita, tra questi ci sono anche i nostri amati cetacei. Inoltre abbiamo notato che non vi erano imbarcazioni da pesca ed abbiamo ipotizzato che la ragione potesse essere proprio la presenza della plastica.

I pescatori si sarebbero ritrovati a sbrigliare più plastica che pesci. Oggi invece è stata una giornata diversa. Siamo usciti consapevoli che sarebbe stato un survey lungo, di circa 7 ore con direzione Loano. Una leggera tramontana ci ha accompagnato all’uscita dal porto ma le condizioni generali erano buone, con un mare che è rimasto una tavola per qualche ora nei pressi della Gallinara.
Proprio all’altezza dell’isola, in un momento di calma e alta concentrazione, Davide grida: “STOP!”.

Ci comunica di aver visto qualcosa di molto grande saltare, che in gergo si dice “breaching” seguito da un grande “splash”.
Poteva essere solamente una balenottera o un capodoglio per le dimensioni e la distanza a cui era riuscito a vederlo. Infatti abbiamo dovuto percorrere circa tre miglia prima di ritrovarci sul punto in cui era stato avvistato. Ipotizzando di aver visto un capodoglio, è stato necessario fare un calcolo approssimativo sul tempo di immersione dell’animale e dunque sul tempo in cui ci saremmo dovuti fermare e continuare a cercare. La situazione ha preso una piega divertente quando Davide ha deciso di immergere la testa in acqua per provare a sentire i click del capodoglio e fare l’idrofono umano. È stato un momento “altamente scientifico” ma purtroppo non ha sentito niente e abbiamo dovuto aspettare ancora nella speranza di vederlo riemergere.

Capodoglio

Dopo circa 50-55 minuti un “soffiooo” compare all’orizzonte, poi un altro e poi un altro ancora. Non avendo esattamente una vista da falco, dopo una serie di soffi anche io sono riuscita ad individuarlo. A quel punto ero davvero impaziente di vederlo da vicino poiché anche per il capodoglio sarebbe stata la prima volta nella vita, come per il grampo. Ci siamo avvicinati ad una distanza consentita e abbiamo iniziato a goderci lo spettacolo .

Ci siamo mantenuti dietro di lui a motore fermo, in modo da poter scattare qualche foto alla pinna caudale nel momento dell’immersione. Era un esemplare non tanto grande che dopo gli ultimi e rapidi soffi ha inarcato leggermente il dorso per immergersi nuovamente. Quando pensavamo che l’avvistamento fosse finito un altro soffio compare davanti a noi, questa volta più grande di prima. Avevamo davanti un altro esemplare, probabilmente un maschio adulto date le dimensioni. Il respiro e la stazza dell’animale erano più imponenti di quello precedente come anche la pinna dorsale più alta e la colorazione più scura. La cosa che mi ha colpito maggiormente è stato proprio sentire il suo respiro, così profondo.

Dopo qualche soffio anche lui si è immerso, lasciandomi impressa nella mente l’immagine della sua immensa pinna caudale scomparire. Avevo appena visto il più grande predatore del pianeta. Qualche minuto in stato catatonico nel mio mondo senza proferire parola e poi di nuovo binocolo in mano alla ricerca di altri animali. Posso dire di essermi sentita davvero fortunata in quel momento e di quanto ogni volta la natura mi sorprenda con la sua maestosità. Diventa davvero difficile spiegare a parole ciò che si prova durante gli avvistamenti. Ma penso che voi possiate provare ad immaginarlo.
Per ora è tutto!
Fino alla prossima volta.
                                                                                                                              FEDERICA

Capodoglio coda

Hi everybody,
I’m ready to update you on the incredible news of the last few days. Finally, the weather conditions are better and our survey started again! The first after the storm was a bit disconcerting. We left the port onboard our zodiac and the sea was full of debris carried by rivers. It’s a totally natural event except for the fact that among branches, leaves and other degradable material there was a lot of waste: gas cylinders, tires and a large amount of plastic.

I thought that everything that is not disposed of in the correct way inevitably reaches the sea, even if you live far from the sea. These wastes are dangerous for the life of cetaceans. We also noticed that there were no fishing boats and we hypothesized that the reason was the presence of plastic. Fishermen would have found more plastic than fish. However, today was a different day. We left knowing it would be a long survey, a minimum of 7 hours, towards Loano. There was a slight north wind but the general conditions were good, with a sea that remained a table for a few hours near the Gallinara.

soffio del capodoglio

At that point, in a moment of calm and high concentration, Davide shouts: “STOP!”. He tells us that he has seen something very big jump, called “breaching” followed by a big “splash”. It could only be a fin whale or a sperm whale for the size and the distance at which he saw it. In fact, we have covered almost three miles to reach the spot where it was seen.

Assuming we saw a sperm whale, it was necessary to make an approximate calculation on the time of immersion of the animal and therefore on the time which we should have stopped and continue to search. The situation became funny when Davide decided to put his head in the water to try to hear the clicks of the sperm whale and do the human hydrophone. It was a“highly scientific” moment but unfortunately, he didn’t hear anything and we had to wait longer to see it re-emerge. After about 50-55 minutes a blow appears on the horizon, then another and then another. After a series of blows,  I have seen it too.

At that point, I was really impatient to see it closer as it happened for Risso’s dolphin because it was the first time in life for the sperm whale as well. We approached at a permitted distance and started enjoying the show. We stayed behind it to take some pictures of the tail fin during the dive. It was a specimen not so large. After the last and rapid blows, it slightly arched its back to dive again. When we thought that the sighting was over, another breath appears in front of us, this time bigger than before. We were faced with another specimen, probably an adult male given its size. The breath and the size of the animal were more impressive than the previous one as well as the higher dorsal fin and the darker colour.

The most impressive thing was hearing his breath, so deep. After a few breaths, it too dived, leaving the image of immense tail fin disappearing in my mind. I had just seen the largest predator on the planet. A few minutes in a “catatonic” state totally in my world without saying a word and then again binoculars in hand searching other animals. I can say that I felt really lucky at that moment and how much nature surprises me every time with its majesty.

That’s all for now!
Until next time.
                                                                                                                                 FEDERICAsunset

Ecco Sara, l’ultima stagista del 2020!

Ciao a tutti! Mi chiamo Sara. Vengo dalla Spagna, ho studiato Biologia e ho svolto un Master in Conservazione della Biodiversità.

Fin da bambina ho sempre avuto la passione per la natura e la fauna selvatica, non a caso, quando tornavo a casa da scuola, la prima cosa che facevo era accendere la televisione e guardare documentari per ore. Ricordo il giorno in cui mio zio mi regalò la collezione di documentari sul mondo sommerso di Jacques Cousteau. È stato allora che la passione per l’oceano e i suoi abitanti è nata in me; soprattutto per quanto riguarda i cetacei.

Finito gli studi universitari non avevo le idee chiare su che cosa fare. Così ho deciso di viaggiare per il mondo per riscoprire me stessa. Ma durante i miei viaggi, ogni volta che facevo immersioni e avevo un  incontro con la megafauna, i miei occhi si illuminavano. Così ho capito che dovevo tornare indietro per cercare di lavorare nel mondo della biologia marina.

 

Intern sara

Sara

Dopo una ricerca in Europa sui centri di ricerca con i cetacei, ho scoperto Delfini Del Ponente e ho scritto per poter svolgere uno stage. Qualche mese dopo, con qualche incertezza su cosa sarebbe successo a causa della situazione COVID e di un volo cancellato, eccomi qui.

Il mio primo giorno non poteva iniziare meglio. Quando Davide mi stava presentando il programma dello stage e mi stava spiegando quali sarebbero stati i compiti da svolgere, qualcuno gli ha mandato un messaggio. Un giovane zifio (Ziphius cavirostris) si è spiaggiato! Così, una volta finito di spiegare tutto, abbiamo mangiato in fretta e siamo andati a Sanremo. Non potrei essere più entusiasta, anche se non mi sarei mai aspettata che il mio primo incontro con un cetaceo fosse di vederlo spiaggiato.

L’idea di poter partecipare ad una necroscopia mi sembrava unica. Al nostro arrivo c’erano diverse persone di diversi istituti di ricerca: Tethys Research Institute, Istituto Zooprofilattico Liguria, Cima foundation e Università degli Studi di Genova.

Davide si è cambiato e tutti hanno iniziato con la necroscopia. Hanno iniziato togliendo tutto il blubber; era più spesso di quanto immaginassi. Poi con la carne fino a raggiungere gli organi. Sono rimasta a bocca aperta quando ho visto polmoni e cuore, me li immaginavo grandi, in realtà erano enormi!È stata una lezione di anatomia che non dimenticherò mai. Non vedo l’ora che arrivi un’esperienza più incredibile.

Buena mar!

October team

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Hi to everyone!!
My name is Sara. I come from Spain where I studied Biology and did a Master in Conservation of Biodiversity. Since I was a child I have always had a passion for nature and wildlife. When I came home from school, the first thing I did was turn on the television and stare at documentaries for hours. I remember the day my uncle gave me Jacques Cousteau’s collection of documentaries on the underwater world. And that’s when the passion for the ocean and its inhabitants was born in me. But there was a series of animals that caught my attention above the rest: the cetaceans.

When I finished my university studies I was tired of studying and did not have clear ideas about what direction I wanted to take. So I decided to travel the world to find myself. But during my travels, every time I was diving and had an encounter with megafauna, my face would light up. So I realized that I had to go back to try to work in the world of marine biology. After a search in Europe about research centres with cetaceans, I discovered Delfini Del Ponente and wrote to them to see if I could do an internship. A few months later, with some uncertainty about what would happen due to the COVID situation and a cancelled flight, here I am.

 

My first day couldn’t have started better. When Davide was giving me the presentation of the course and explaining what the tasks would be to carry out, someone sent him a message. A cuvier’s beaked whale (Ziphius cavirostris) had been found stranded on the beach. So once he finished explaining everything, we ate quickly and went to Sanremo. I couldn’t be more excited. Although I did not expect that my first encounter with a beaked whale was dead on the beach, the idea of being able to see a live necroscopy seemed unique to me.

When Davide, Lorenzo, Federica and I arrived, there were several people from different entities (ask and put). Davide got changed and everyone started with the necropsy. They started by removing all the whale blubber. It was thicker than I imagined. Then with the meat until they reached the organs. My jaw dropped when I saw tremendous lungs and heart. I imagined them big, but they were huge! It was an anatomy lesson that I will never forget. I can’t wait for the more incredible experience to come, Sara

Buena mar!

Necroscopia

L’arrivo dell’autunno ad Imperia!

Salve a tutti!

È appena terminato Settembre e sono esattamente a metà del mio percorso qui nei Delfini del Ponente. L’autunno è arrivato e con lui anche il primo freddo. Ultimamente le uscite in gommone sono diminuite per via del maltempo, come via avevo già accennato purtroppo siamo ”meteo dipendenti”. Abbiamo continuato con il lavoro di ufficio, con il monitoraggio da terra e con la tecnica della photo-ID.

A proposito della photo-ID, mi è stato assegnato unavvistamento del mese di Giugno ossia un pacchetto di foto in cui sono state catturate più voltetutte le pinne dorsali di tutti gli individui avvistati. Ho già identificato 17 delfini dei quali almeno 4 sono coppie madre-cucciolo. Nel tempo è stato allestito un catalogo di foto con tutte le pinne dorsali degli individui conosciuti fino ad oggi, presi sia dal lato destro che dal lato sinistro.

L’ultima cosa da fare nella photo-ID è il “match” ossia il confronto di ciascuna delle foto contenute nel catalogo con l’individuo che si sta cercando di identificare al fine di trovare una corrispondenza e riconoscerlo. Dunque bisogna assegnargli la sua sigla composta da una lettera e da un numero. Tutti i delfini identificati vengono successivamente confrontati con quelli scritti sul modulo dei cetacei che si compila sul campo durante l’avvistamento, per avere un ulteriore riscontro e conferma. È un lavoro lungo ma molto utile per identificare quanti e quali delfini si sono “ricatturati” e nel caso scoprirne di nuovi.

Quindi se il tempo non ci permette di uscire in mare, le attività di ricerca continuano ugualmente. Qualche giorno fa abbiamo organizzato anche un evento di yoga all’aperto con l’obiettivo di far conoscere il progetto a più persone e per raccontare loro cosa viene fatto. Devo ammettere che è stata una esperienza positiva, per me che era la prima volta che facevo una lezione di yoga. Nel frattempo abbiamo avuto occasione di passare un po di tempo insieme concedendoci qualche birra e andando a mangiare una pizza in occasione dell’ultima sera di Renée qui con noi. Ieri è arrivato lo scirocco, un vento caldo proveniente da sud-est a differenza del libeccio proveniente da sud-ovest al quale la zona di Imperia e in generale la Liguria è maggiormente preparata.

Con il vento, anche delle abbondanti piogge, motivo per il quale eravamo in stato di allerta “rosso” con rischio di inondazioni. È interessante notare come fino a poco tempo fa, qualsiasi tipo di condizione meteorologica si presentasse, per me era la stessa cosa. Vivendo in città non mi sono mai preoccupata troppo seriamente del vento e da quale direzione arrivasse o considerare la pioggia un problema serio.

Tuttavia la vita sul mare e il lavoro di ricerca dipendono fortemente da questi due fattori. Oggi è stata una giornata a dir poco unica, abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una necroscopia di un giovane maschio di zifio di circa 5 metri, ritrovato morto su una spiaggia di San Remo. Le cause di morte sono ancora tutte da stabilire, durante la dissezione dell’esemplare erano presenti diversi gruppi di ricerca, l’Università di Genova e l’istituto Zooprofilattico di Imperia. Probabilmente è stata una delle cose più interessanti e inaspettate fatte finora, per questo mi sento davvero fortunata. In attesa che le condizioni meteo migliorino vi saluto e mi auguro di poter fare presto ancora qualche incontro interessante.
Alla prossima!

Federica

Hello everyone!

September is over and it is exactly the middle of my journey here in the Delfini del Ponente. Autumn is arrived and with it the first cold too. As I told you, we are “weather dependent” so our surveys are decreased. We continued with the office work, with land-based monitoring and with the photo-ID technique. About the photo-ID, they assigned me a sighting of June: a package of photo in which all the dorsal fins of each individual were captured several times. I have already identified 17 dolphins and at least 4 mother-calf couple.

There is a photo catalogue with all the dorsal fins of individuals known, for the right and left sides. The last thing to do in the photo-ID is the “match” or the comparison of each photo contained in the catalogue with the individual you are trying to identify in order to find a match and recognize it. Therefore is necessary to assign its abbreviation consisting of a letter and a number. All identified dolphins are compared with those written in the cetaceans form during the sighting, for feedback and confirmation. It is a long but very useful job to identify “recaptured” dolphins and sometimes discover new ones. So if the time doesn’t allow us to go out to the sea the research activities continue anyway.

A few days ago we also organized a yoga event with the aim of informing people about the project. I have to admit it was a positive experience even if it is my first lesson of yoga. We had the opportunity to spend time together, having a few beers and going for a pizza for the last day of Renée. Yesterday the Scirocco arrived, a warm wind coming from the south-east. With the wind, even, abundant rains, which is why we were in a “red” alert with the risk of flooding. Living in a city I never worried too seriously about the wind or consider the rain a serious problem. However, life on the sea and research work depends on these two factors.

Today was a unique day, we were lucky to see a necroscopy of a juvenile male of a Cuvier’s beaked whale (almost 5 meters) found dead on a beach in San Remo. The cause of death is still to be established, during the dissection of the specimen, there were three research groups, the University of Genoa and the Zooprophylactic institute of Imperia. It was probably one of the most interesting and unexpected things done, so I’m feeling really lucky. Waiting for better weather conditions, I hope to do some interesting meeting soon.
See you soon

Federica

Un incontro magico: i grampi!

Rieccomi qui,

sono passati già 13 giorni dal mio arrivo ad Imperia ma mi sembra ieri di essere scesa dal treno. Il tempo vola davvero velocemente, le attività sono tante e tutte molto interessanti.

Abbiamo continuato con i nostri surveys ma per ora nessun altro delfino si è fatto vedere. Non abbiamo una giornata prestabilita, tutto dipende dalle condizioni meteo in particolare dal vento. In questi giorni abbiamo avuto occasione di dedicarci all’osservazione di uccelli marini ed acquatici lungo due torrenti di Imperia. È stato davvero interessante poter conoscere attraverso le spiegazioni minuziose di Enrico, l’ornitologo del gruppo, specie più difficili da osservare ed altre più comuni.   

La raccolta dati è un aspetto fondamentale della ricerca, dunque per qualsiasi monitoraggio e avvistamento è importante compilare un modulo su cui poi si basa l’analisi di questi stessi. Qualche giorno fa ci è stata spiegata la tecnica della foto identificazione ossia un modo non invasivo ed economico con il quale è possibile individuare e successivamente riconoscere gli individui avvistati.

Tutto è davvero molto emozionante come in questo momento che mi trovo a scrivere dalla Corsara, barca di whale watching sulla quale per noi è possibile fare altri surveys. Ho sempre desiderato poter conoscere da vicino questo mondo e adesso che ne ho occasione sto apprezzando e vivendo pienamente tutto quello che questa esperienza ha da offrirmi, compreso il parlare in inglese che non è esattamente il mio punto di forza.

Poter vedere il mare tutti i giorni, per chi come me ha sempre vissuto in città,è qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo meraviglioso. Tutto sembra girare intorno a lui, al mare, questo spazio misterioso e affascinante che madre natura ci offre. Il pensiero che stiamo facendo di tutto per danneggiarlo e inquinarlo mi rattrista enormemente. È anche su questo che si basa il progetto Delfini del Ponente, cercare di sensibilizzare le persone su tematiche ambientali aderendo per esempio all’evento “plastic hunt” per ripulire dalla plastica i parchi urbani.

Nel frattempo in Corsara è successo l’impensabile, un passeggero ci ha comunicato di aver visto “qualcosa che sembrava una pinna, non troppo piccola ma nemmeno troppo grande”. A quel punto ho pensato che se fossero state delle stenelle non avrebbe specificato di aver visto qualcosa di abbastanza grande. Ho pensato di tutto in quel momento ed ammetto di aver sperato di incontrare i globicefali, la mia specie preferita insieme alle orche.

Dopo qualche minuto altre due signore, indicando un punto dalla prua, urlano di aver visto una pinna. A quel punto è inevitabile, l’adrenalina aumenta e la vista si aguzza per cercare di non perdere l’occasione di avvistare qualcosa. Tutti sono concentrati e silenziosi quando all’improvviso una pinna alta e falcata di colore bianco compare. È inconfondibile, è la pinna di un grampo, un delfinide grosso poco più di un tursiope dalla testa globosa e senza rostro.

Per noi tre di Delfini del Ponente è stato il primo avvistamento di Grampi della vita e l’emozione è stata incontenibile. Con gli occhi ricolmi di gioia abbiamo cercato di scattare quante più foto possibili per catturare questo incontro incredibile. All’inizio pensavamo fosse un solo individuo e che ci stesse evitando, immergendosi e ricomparendo parecchi metri più distante. Quando abbiamo deciso di lasciarlo e proseguire il nostro giro, altri due esemplari sono comparsi, questa volta più socievoli e aperti alla nostra presenza tanto da girarci intorno alla barca.

Abbiamo avuto la fortuna di vederli surfare sulle onde e fare floating in superficie oltre a mostrarci la loro pinna caudale per qualche manciata di secondi. Non è facile spiegare a parole la gioia che ho provato in quel momento ma sicuramente è stata una tra le più grandi. Siamo rientrati e il pensiero era fisso, ancora lì, a quell’incontro indimenticabile. Molto probabilmente continuerò a pensarci per giorni nella speranza di incontrarli nuovamente. Per ora è tutto!

Alla prossima!

Federica.

Here I am again,

13 days have already passed since my arrival in Imperia but it seems like yesterday that I got off the train. Time flies really fast, the activities are many and all very interesting. We continued with our surveys but until now no other dolphins showed up. We don’t have a set day, all depends on the weather conditions in particular the wind.

In these days we had the opportunity to dedicate ourselves to the observation of sea and water birds along two streams of Imperia. It was really interesting to be able to know, through the detailed explanations of Enrico, the ornithologist of the group, which species are more difficult to observe and those that are more common. Data collection is a fundamental aspect of research, so for any monitoring and sighting it’s important to fill out a form on which the analysis of these data is then based. A few days ago Davide explained us the photo identification technique: it is a non invasive and economical way to identify and recognize the individuals sighted.

Everything is really very exciting, for example now I’m writing from the Corsara, a whale watching boat on which it’s possible for us to do opportunistic surveys. I have always wanted to know this world closer and now I’m appreciating all that this experience has to offer me, including speaking in English which is not exactly my best. Having the opportunity to see the sea every day, for someone like me that had always lived in the city, is something new but at the same time wonderful.

Everything seems related to the sea, this mysterious and fascinating space that nature offers us. The thought that humans damage and pollute it make me feel sad a lot. It’s also on this side that the Delfini del Ponente project is based, trying to raise awareness of environmental issues by joining, for example, the “plastic hunt” event to clean up urban parks from plastic.

Meanwhile, the unthinkable happened in Corsara! We were searching and a passenger told us that he saw “something that looked like a fin, not too small but not too big”. I was thinking that, if they were just striped dolphins, he wouldn’t talk about a big animal. In that moment, I thought about everything and I honestly admit I was hoping to meet a group of pilot whales, my favourite species ever with killer whales. After a few minutes, two ladies from the bow shouted that they have seen a fin. At that point the adrenaline increases and we keep focusing to try not to miss the sighting. Everyone is concentrated and silent when suddenly a tall white fin appears. It’s unmistakable, it’s the fin of a Risso’s dolphin, a cetacean a bit bigger than a bottlenose dolphin with a globular head and no rostrum. For all of us it was the first sighting of this species in life and it was amazing. We tried to take as many photos as possible to capture this incredible encounter. At first we thought it was a single individual and that it was avoiding us, diving and reappearing several meters further away.

When we decided to leave it and continue our tour, two other specimens appeared, this time more sociable and they approached the boat several times. We were lucky enough to see them surfing the waves and floating on the surface as well as showing us their caudal fins for a few seconds. It’s not easy to explain with words the joy I felt at that moment but it was certainly one of the greatest I have ever tried. We returned and our thoughts were fixed, still there, on that unforgettable encounter. I will, most likely, keep thinking about it for days hoping to meet them again. That’s it for now!

See you next time!

Federica

Alla scoperta dell’entroterra ligure!

Ciao a tutti!

Sono ancora qui per aggiornarvi riguardo la nostra ultima settimana passata con il team di Delfini Del Ponente.

Dopo l’incredibile primo avvistamento, quelli successivi non hanno avuto lo stesso esito; questo può accadere quando si lavora con gli animali selvatici.

Dopo tre giorni di continue uscite col gommone ed una giornata di avvistamento sulla Corsara, abbiamo avuto una giornata di riposo.

Davide ci ha portato (me, Federica, Enrico e Lorenzo) ad un fiume vicino a Rocchetta Nervina, per fare una bella nuotata nell’acqua cristallina di questo fantastico paradiso naturale. Ottima attività per una calda giornata di settembre!

Dopo aver fatto una nuotata, preso un po’ di sole, fatto un po’ di trekking e rifocillati lungo la riva del fiume; ci siamo fatti guidare da Enrico alla scoperta di due paesi.

Il primo paese che abbiamo visitato è stato Rocchetta Nervina, tipico paesino caratteristico della campagna ligure.

Dopo esserci rilassati con un caffè (ed un cappuccino per me, come un “non-italiano”) abbiamo visitato questo tipico paese ligure. Costruito in epoca romana, il numero degli acquedotti romani è molto visibile in questo luogo. La città è caratterizzata da strade molto strette con scale e case costruite essenzialmente di pietra, con il fiume che scorre attraverso la città.

Il secondo paesino che abbiamo visitato è stata Dolceacqua (il preferito da Enrico e Davide), con il suo bellissimo castello e ponte, anch’essi costruiti in epoca romana.

La vista del ponte con il castello sullo sfondo è stato per molti pittori e artisti del passato, tra cui Claude Monet, un ottimo soggetto per rappresentare i propri dipinti. Oltre a questi due tipici punti di riferimento, c’è una chiesa molto colorata e naturalmente le tipiche stradine strette e le vecchie case di pietra della campagna ligure.

Entrambi i paesi sono molto belli, li consiglio vivamente a tutte le persone che visitano la zona!

Dopo aver visitato Dolceacqua, ci siamo diretti verso Imperia, facendo una sosta presso la casa di Enrico che, purtroppo, è dovuto tornare a casa.

Dopo un cocktail a Imperia, siamo tornati a casa dopo una divertente ed interessante giornata!

Speriamo di avere qualche interessante avvistamento nei prossimi giorni. Se così sarà, sono sicura che Federica vi aggiornerà la prossima settimana!

Ci sentiamo presto!

Renéè

Hi Everybody

Here I am again, updating you on our past week with Delfini del Ponente. After the amazing first sighting we had, our next two surveys weren’t as successful, but that’s what happens when you work with wild animals, you work on their terms and that’s fine.

After three back-to-back survey days and a day on the Corsara we had a day-off. Davide took us (Federica, Enrico, Lorenzo and myself) to a river near Rocchetta nervina to have a swim in the beautiful, clear water, which was a nice activity for a warm September day. After chilling, swimming, sunning and a bit of hiking, we had lunch along the river and then left the river behind to visit two towns guided by Enrico.

The first town we visited was Rocchetta nervina a typical town of the Ligurian countryside. After drinking a coffee (and a cappuccino for me as a non-Italian) we visited the town. Build during the roman times, the number of aqueducts are visible remnants of this period. The town was characterised by its narrow streets with a lot of stairs and typical stone houses, with the river running through the town.

The second town was Dolceaqua (the town preferred by Enrico and Davide) with its beautiful roman bridge and castle. The view of the bridge with the castle on the background was a popular subject for painters in the past with famous artists like Claude Monet. Aside from these two typical landmarks there was a very colourful church and of course the typical narrow streets and old stone houses from the Ligurian countryside. Both the towns were very beautiful, I’m definitely recommending them to people visiting the area.

After visiting Dolceaqua, we drove toward Imperia, making a stop at the home-base of Enrico who sadly had to go back home. After a cocktail in Imperia, we went back home after a fun, interesting day! Hopefully, we will have some interesting sightings in the next few days. If we do, I’m sure Federica will update you next week!

Talk to you soon!
Renée

Una passione che arriva da lontano…Federica!

Ciao a tutti!

Mi chiamo Federica e vengo da Torino. La mia passione per i cetacei è nata quando ero bambina in modo molto semplice: guardando per la prima volta in TV il film “Free Willy”. Mi innamorai letteralmente di quell’orca e del suo legame speciale con un bambino problematico che l’aiuterà a tornare in libertà dopo un periodo di cattività in un parco acquatico.

Iniziai così ad accumulare qualsiasi cosa potesse riguardare le orche o i cetacei in generale, dai ritagli di foto trovate sulle riviste alle registrazioni su VHS dei documentari o a passare le giornate sulla mia amatissima enciclopedia degli animali. Ho sempre creduto all’esistenza di una connessione sottile quasi ancestrale tra gli esseri umani ed i cetacei. È indubbio il fatto che siano delle straordinarie creature ma credo che alcuni di noi risentano in modo particolare di questo legame che emerge con una forte attrazione verso questi animali.

Per quanto mi riguarda è proprio nel senso di libertà che essi trasmettono che risiede il loro fascino, oltre ad essere secondo me gli animali più maestosi del pianeta. Sin da piccola il mio sogno è sempre stato quello di voler studiare biologia per poi specializzarmi in biologia marina. Però, quando fu il momento di decidere quali studi universitari intraprendere, nell’ottica di trovare un’occupazione futura sicura, scelsi il corso di medicina e chirurgia. Sicuramente fu una scelta dettata più dalla ragione che dai miei reali interessi o passioni e perciò dopo quattro anni cambiai facoltà e mi iscrissi a biologia.

Non li considero anni persi, penso piuttosto che ogni esperienza abbia da insegnarmi qualcosa soprattutto quelle più difficili. Oggi sono laureata in scienze biologiche, ho terminato gli studi con un elaborato sul sistema di eco-localizzazione dei cetacei, in particolare sui meccanismi di produzione dei click, l’ontogenesi delle strutture anatomiche coinvolte in tale sistema e gli effetti del rumore antropico su di esso; scoprendo così di avere dell’interesse anche per il loro comportamento acustico. Dopo un lungo periodo di lavoro nel campo della ristorazione ho deciso di riavvicinarmi a ciò che veramente mi appassiona candidandomi come stagista per Delfini del Ponente, ed ora eccomi qui ad Imperia!

Per questo ringrazio infinitamente Davide ed Elena per la preziosa opportunità che mi hanno concesso. Durante il primo survey siamo stati particolarmente fortunati nell’incontrare due gruppi di Tursiops truncatus di cui uno molto numeroso. Abbiamo assistito ad uno spettacolo di salti ed acrobazie anche piuttosto ravvicinato tanto da mostrarci quanto i tursiopi siano effettivamente delle forze della natura. Nei giorni successivi, per ristabilire un equilibrio, abbiamo fatto altre due uscite ma senza alcun avvistamento. Questa cosa non mi scoraggia affatto, anzi mi motiva maggiormente ad alzarmi all’alba, se è necessario, per una nuova giornata che si potrebbe rivelare piena di sorprese. Alla peggio si rimane nel “grande blu” per ore, il che poi non è così male!

Alla prossima!

Federica

internship

 

Hello everyone!

My name is Federica and I come from Turin. My passion for cetaceans was born when I was a child in a very simple way: watching the movie “Free Willy” for the first time on TV. I literally fell in love with that orca and its special bond with a problematic kid who will help it return to freedom after a period of captivity in a marine park.

So I began to accumulate anything related to killer whales or cetaceans in general, from clippings of photos found in magazines to VHS recordings of documentaries or spending the days on my beloved animal encyclopedia. I have always believed in the existence of a subtle, almost ancestral connection between humans and cetaceans. There is no doubt that they are extraordinary creatures but I believe that some of us are particularly affected by this bond that emerges with a strong attraction towards these animals.

In my opinion, it’s the sense of freedom that they transmit, that gives them their charm, as well as being, the most majestic animals on the planet. Since I was a child my dream has always been to study biology and then specialize in marine biology. But when it was time to decide which university study to undertake, with a view to finding a safe future occupation, I chose the course of medicine and surgery. Surely it was a choice dictated more by rationality then by my real interests or passions and therefore after four years I changed faculty and enrolled in biology. I don’t consider them years lost, I rather think that every experience has something to teach me, especially the most difficult ones.

Today I have a degree in biological sciences, I finished my studies with a paper on the echo-localization system of cetaceans, in particular on mechanisms of production of clicks, the ontogenesis of the anatomical structures involved in this system and the effect of anthropogenic noise on them. Thus, I discovered that I’m also interested in their acoustic behaviour.

After a long period of work in the restaurant business, I decided to get closer to what really fascinates me by applying as an intern for Delfini del Ponente, and now here I’m in Imperia! For this I’m infinitely grateful to Davide and Elena for the precious opportunity they have given me. During the first survey we were particularly lucky to meet two groups of Tursiops truncatus, one of which was very numerous. We witnessed a show of jumps and acrobatics also quite close so as to show us how much the bottlenose dolphins  are actually forces of nature. In the following days, to restore balance, we had two more surveys, but without any sightings. This thing doesn’t discourage me at all, on the contrary it motivates me more to get up at dawn, if necessary, for a new day that could prove to be full of surprises. At worst you stay in the “big blue” for hours, which is not so bad!

Until next time!

Federica

DDP internship

Renée e la sua passione per gli Oceani!

Ciao a tutti!

Sono Renée, ho 22 anni e sono una studentessa di biologia all’università di KULeuven in Belgio.  Sono sempre stata appassionata di fauna e flora, con una speciale ammirazione e fascino per il mare. Ricordo la gioia che ho provato ogni anno, quando andavo a trovare parte della mia famiglia che vive sulla costa belga.
Quando ho terminato le scuole superiori ho deciso di prendere un anno sabbatico per capire cosa avrei voluto fare nella vita, e in che direzione muovermi. Così, dopo aver lavorato qualche mese, sono partita per il Sud Africa. In uno dei primi giorni laggiù ho visto una balena per la prima volta nella mia vita: era una balenottera di Bryde. Da quel giorno mi sono convinta! Ho passato quanto più tempo possibile sulle barche di whale watching, e dopo essere tornata a casa sono ripartita per le Azzorre per altre tre settimane, e in seguito sono tornata nuovamente in Sud Africa. L’anno sabbatico è stato il periodo più bello della mia vita, e soprattutto la mia passione e il fascino per l’oceano e tutti i suoi abitanti sono cresciuti enormemente, raggiungendo un livello senza precedenti.

Dopo aver frequentato i primi tre anni del corso di laurea in Biologia ho voluto avere la possibilità di effettuare un tirocinio con un’organizzazione principalmente focalizzata sui cetacei. Ho scelto di farlo perché ho davvero apprezzato questi mesi di volontariato nelle barche di whale watching, ma al tempo stesso volevo imparare di più riguardo al lato scientifico della ricerca sui cetacei, e non semplicemente andare in barca e osservarli. Dopo aver letto di Delfini del Ponente e dalla possibilità di effettuare esperienza qui, ho deciso. Così ho mandato la mia domanda, ed ero al settimo cielo quando ho visto di essere stata scelta come una degli intern di settembre! Sono stata un po’ in dubbio di riuscire a venire in Italia a causa della situazione legata alla pandemia di COVID-19, ma alla fine, con un po’ d’incertezza su come spostarmi, sono riuscita ad arrivare!

Finora (siamo al 5 giorno di internship) abbiamo visto le stenelle striate dalla barca di whale watching e abbiamo avuto un fantastico avvistamento dal gommone con un grande gruppo di tursiopi! Sono stati estremamente attivi e molto curiosi per tutto il tempo che abbiamo passato con loro, ed Elena è riuscita a scattare molte foto utili per la tecnica della foto identificazione. Credo che loro abbiano deciso che questo incontro sia stato sufficiente per un po’, poiché non siamo più riusciti a vederne nel corso delle successive uscite di monitoraggio che abbiamo svolto.
Speriamo di avere ancora diversi incontri incredibili, e di svolgere molto interessante lavoro di ufficio!

A presto,

Renée Blanckaert

  
Hi everyone

My name is Renée, I’m 22 years old and I’m a Biology student at the KULeuven University in Belgium. I have been fascinated with all fauna and flora my entire life with a special admiration for the sea. I remember the joy I got when visiting a part of my family, who live on the Belgian coast, each year. When I finished high school I decided to take a gap year to decide what direction I wanted to go in. So after working for a few months I left for South Africa. One of the first days there I saw a whale for the first time in my life, it was a Bryde’s whale. After that day I was sold! I spent as much time as possible on the whale watching boat, and after arriving home I decided to go to the Azores for three weeks and then back to South Africa. I had the time of my life in this gap year, but more importantly my admiration and fascination for the ocean and all its inhabitants reached a whole new level.

After doing the first three years of my bachelors in Biology I wanted to do an internship with an organisation whose main focus is cetaceans. I wanted to do this because I really enjoyed those months volunteering on whale watching boats, but I wanted to learn more about the scientific side of cetacean research and not only going on a boat and spotting them. After reading about the Delfini del Ponente internship I was sold. So I admitted my application and was over the moon to find that I was chosen as one of the interns of September. There was a bit of doubt if I would be able to come to Italy because of the whole COVID-19 situation, but in the end, with a bit of puzzling on how to get to Italy, I was able to get here.

Until now (we’re currently on day 5 of the internship) we have seen striped dolphins on the whale watching boat and we had an absolutely amazing sighting on the zodiac with a lot of Bottlenose dolphins! They were extremely active and very curious the entire time we were with them and Elena was able to make a lot of photos for photo identification. I think they decided that that was enough for a while, because sadly we haven’t seen any on the other two surveys we had on the zodiac. Hopefully we will have some more amazing sightings, and a lot of interesting office work!

Talk to you soon!

Renée Blanckaert

 

La Gallinara da sotto la superficie!

Purtroppo, ogni bella esperienza è destinata a terminare, e siccome le condizioni meteo sono peggiorate negli ultimi giorni, le nostre possibilità di effettuare nuovamente delle uscite di monitoraggio prima della fine del mese sono significativamente diminuite. Comunque, anche se il forte vento di questi giorni ci sta impedendo di osservare gli animali sulla superficie del mare, questo non significa che non possiamo vederli al di sotto delle onde!

Sebbene venerdì ufficialmente fosse un giorno libero, io, Andrea ed Elena ci siamo svegliati ancora una volta molto presto e ci siamo preparati per un altro giorno impegnativo in mezzo al mare. Questa volta, tuttavia, il nostro obiettivo era esplorare il mare da sotto la sua superficie! Dopo essere arrivati all’isola Gallinara, abbiamo preso la nostra attrezzatura da diving e ci siamo tuffati per la prima volta nelle ricche acque blu del mar Ligure!

Sotto la superficie ci aspettava uno spettacolo meraviglioso, talmente incredibile che non era semplice distinguere la realtà dalla fantasia! Se non avete mai avuto la fortuna di avventurarvi sotto la superficie del mare, allora il paragone più simile potrebbe essere quello di visitare un altro pianeta: questo mondo, a noi non familiare, eppure così vicino alle nostre coste, sembra extraterrestre la prima volta che lo si visita.

Essere circondati dalla piacevole freschezza dell’acqua, dai dolci suoni schioccanti degli animali in alimentazione, dai grandi banchi di pesci di tutte le forme e dimensioni, crea un caleidoscopio di emozioni e curiosità, che risveglia stupore ed ammirazione.

Ovunque rivolgi il tuo sguardo ci sono specie differenti, che continuano la loro vita ignorando il fatto che un piccolo gruppo di umani stia invadendo il loro territorio. Già nei primi minuti mentre scendevamo verso al punto di partenza della nostra immersione, prendendo profondi respiri per adattarci al nuovo ambiente, ai nostri occhi si presentavano le meravigliose immagini dell’isola.

Alberto Balbi ph

Margherite di mare- Alberto Balbi photographer

Mi sono immerso in diverse occasioni in precedenza; nonostante tutto, questa è stata in un certo senso una prima volta sotto diversi punti di vista. Innanzitutto, è stata la mia prima immersione nel mar Mediterraneo, e di conseguenza ho visto molte specie nuove che mai avrei immaginato di osservare al di fuori di un acquario. Proprio all’inizio del nostro persorso abbiamo incontrato il nostro primo polpo! Sapevo che questa fosse una specie frequente in queste acque, sebbene fino a questo momento avessi mai avuto la fortuna di incontrarne uno. Tuttavia tutto ciò è cambiato quando Alberto, la nostra guida ha spostato delicatamente una roccia di lato, mostrando uno spazio della dimensione di una palla da tennis dentro il quale, ben chiuso nella rete sicura formata dai suoi tentacoli, era presente il nostro amico cefalopode, che sonnecchiava comodamente nella corrente mattutina. E’ stato un incontro molto particolare; il polpo, che è noto per essere un astuto predatore notturno, capace di tendere agguati alle prede, mimetizzandosi sia tramite oggetti che attraverso la capacità di cambiare il colore della propria pelle, famoso per collaborare con altri predatori per guadagnarsi un pasto e perfino capace di camminare sulla terra ferma per ottenere uno spuntino, sembrava in qualche modo più tenero osservato in questo modo. Lo abbiamo osservato per alcuni secondi mentre rimaneva ben arricciato, immobile e vulnerabile nel suo stato di riposo, come se stesse sognando, prima di ricoprire la sua enclave e riprendere la nostra ricerca nei più profondi segreti del fondale.

Alberto Balbi ph

Polpi in accoppiamento- Alberto Balbi photographer

Anche se il polpo mi ha regalato le emozioni più profonde che porterò sempre con me, attorno a noi vi erano tante altre specie che in precedenza avevo avuto modo di ammirare esclusivamente dai libri o in televisione. C’erano murene con le loro fauci spalancate, anemoni ospitanti granchi tra i loro tentacoli pungenti, grandi gruppi di barracuda che pattugliavano alla ricerca di cibo e bellissimi nudibranchi che costentavano le loro stupende colorazioni.

Tutte queste meravigliose creature si aggiungono all’immensa mole di ricordi che ho raccolto nell’ultimo mese. Memorie che sicuramente non dimenticherò per tutta la vita – alcune che ricorderò con affetto e altre che mi serviranno per diventare un migliore biologo conservazionista. Come prima esperienza in un progetto di ricerca non avrei potuto desiderare di meglio e quindi ringrazio Delfini del Ponente per avermi offerto quest’opportunità in questo mese. Spero che un giorno possa essere nuovamente nel Mar Ligure per condurre delle ricerche, e spero che i nostri percorsi possano incrociarsi nuovamente, e qualora questo non dovesse accadere, avrò per sempre il bellissimo ricordo della mia prima balenottera osservata in vostra compagnia. Grazie!

Jack

Unfortunately, all good things must come to an end and with the weather turning sour in the past couple of days, our chances of fitting in any more surveys before the end of the month are quickly diminishing. However, even if the increased wind activity is stopping us from spotting animals on the sea surface, it doesn’t mean we can’t spot them underneath the waves!

Although Friday was officially a day off, Andrea, Elena and I were once again up early in the morning and preparing for a busy day at sea. This time, however, we were to explore the diverse marine environment by means of scuba diving. After travelling to the Gallinara Island, we donned out scuba gear and took the plunge into the rich blue waters for the first time that morning. What awaited us underneath the surface was a spectacle so wonderful it was hard to distinguish reality from fantasy. If you have never been fortunate enough to venture beneath the blue, then the closest comparison would be to imagine you are visiting another planet completely. This unfamiliar world which resides so close to our coastlines feels so alien the first time you take a visit. To be surrounded by the comfort of the cool water, the gentle popping sounds of feeding animals, the vast schools of congregated fish bearing all shapes and sizes creates a kaleidoscope of curiosity, awe and admiration. Wherever you look there is a different species, going about their lives oblivious to the fact that a small group of humans have just invaded their home territory. For the first few minutes while we descend to the starting point of our dive, we take deep breaths to adjust to the new environment whilst marvelling at the first impressions the island presented to us.

Alberto Balbi ph

Paguro Bernardo- Alberto Balbi ph.

I have dived before on multiple occasions; however, this dive was still a first for me in many different ways. For a start, it was the first time I have never dived in the Mediterranean, and with that comes new species I never imagined I would witness outside of an aquarium environment. Shortly after we began gliding across our planned dive route, we came across our first octopus. The octopus is a species I knew was abundant in the waters here, though until this point I had never been lucky enough to see one. All this was about to change though as our dive leader delicately moved a piece of rock to one side, exposing an orifice the size of a tennis ball and inside, tightly encased in safety net of tentacles was our eight-legged friend comfortably snoozing in the morning current. It was a strange sight; an octopus, which is known for being such a cunning predator by night, capable of ambushing prey, disguising itself with both objects and its colour-changing skin, known to work with other predators to earn a meal and even walk on land to catch itself a snack somehow seemed endearing in this light. We watched for a few seconds as it remained curled tightly, motionless and vulnerable in its dream-like state before covering its enclave back up again and continuing our search for more secrets of the deep.

Alberto Balbi ph

Cernia bruna – Alberto Balbi ph

Even though the octopus created the most lasting impression for me, there were plenty of other species we saw which up to this point, I had only ever observed in books or on TV. There were moray eels with their jaws agape, snakelock anemone housing tiny crabs in between their stinging tentacles, great schools of barracuda patrolling on the lookout for food and beautiful nudibranchs flaunting their gorgeous colours at us from across the reef.

All of these marvellous creatures will be added to the immense bank of memories I have commandeered over the past month. Memories which will surely last a lifetime – ones I can look back on in fondness and ones which I can take forwards with me to utilise into becoming a better conservationist. As my first participation in a large-scale rolling research project I couldn’t have asked for anything more so thank you DDP for making this month possible for me. I hope that one day I may be conducting my own research in the Ligurian Sea and our paths might cross again, however, if not then I will always have the pleasurable memories of my first whale encounters with you. Thank you.

Jack

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